Tutte le azioni che l’utente compie oggi mediante l’utilizzo di un mouse, una tastiera o uno schermo touch, potrebbero sparire del tutto.

Che ruolo ha la User Experience oggi?

Ogni giorno siamo circondati da strumenti di comunicazione come smartphone, tablet, computer portatili, smart tv, smartwatch… la lista è lunga e sembra destinata ad aumentare nel tempo. Ognuno di noi usa in maniera diversa questi dispositivi, dando vita alla User Experience, quel ramo della tecnologia che studia i comportamenti degli utenti, gli user flow e le interazioni che ogni persona compie nell’utilizzo di un’applicazione, un sito web o lo schermo touch di un elettrodomestico. Tramite la User Experience è possibile prevedere i bisogni dell’user persona, snellire il flusso di navigazione, al fine di rendere l’esperienza piacevole e funzionale.

Cosa cambierà con l’arrivo della Realtà Virtuale?

Il primo sistema di realtà virtuale con visore, il Sensorama, fu creato nel 1968. Il dispositivo meccanico coinvolgeva molti sensi (vista, udito, olfatto, tatto), tuttavia proiettava immagini poco realistiche e aveva un’interfaccia utente primitiva. Era un dispositivo tutt’altro che portatile, così pesante da dover essere appeso al soffitto! Un oggetto ingombrante, impossibile da immaginare sulla scrivania, accanto al nostro smartphone. Eppure la tecnologia fa passi da gigante, e nel 2015 il TIME scrive in copertina che la VR (Virtual Reality) “sta per cambiare il mondo”. Dal 2010 sono stati introdotti sul mercato numerosi visori, utilizzati per giocare, studiare, lavorare, simulano ambientazioni realistiche mozzafiato. Questa tecnologia è oggi accessibile (quasi) a tutti in termini economici ma non è di certo un oggetto che vediamo nelle case di tutti e non fa ancora parte della vita di ogni giorno. Come potrebbe quindi l’utilizzo di questi visori entrare a far parte della vita di tutti, cambiando per sempre la user experience?

Mark Zuckerberg alla presentazione di Samsung Galaxy S7 all’ MWC nel 2016

Mark Zuckerberg alla presentazione di Samsung Galaxy S7 all’ MWC nel 2016

“La realtà virtuale sarà in futuro la più grande piattaforma social al mondo”

A pronunciare questa frase è Mark Zuckerberg, il CEO di Facebook. Ultimamente, Mark ha investito molte risorse sulla tecnologia VR e ha condiviso con il mondo la sua idea di futuro. Se fino ad ora l’utilizzo del VR era circoscritto a una nicchia di gamers, artisti 3D ed entusiasti della tecnologia, in futuro sarà rivolto a tutti. Delle vere e proprie stanze virtuali nelle quali sarà possibile vedersi con i propri amici, colleghi, familiari, persone non fisicamente presenti. In questo mondo virtuale e super immersivo sarà possibile svolgere attività di gruppo, ricreative e non.

Che cosa cambierà quindi in termini di User Experience?

Potremmo ipotizzare che ogni commerciante avrà il proprio negozio virtuale, in cui sarà possibile muoversi, guardare gli oggetti sugli scaffali, scegliere capi di abbigliamento e osservare il riflesso del proprio avatar in uno specchio virtuale. Gli spazi pubblicitari potranno essere proiettati sulle pareti virtuali di questo negozio. Il limite è la nostra immaginazione.

Un’app per Oculus Rift permette l’utilizzo di Windows in Realtà Virtuale

Tutte le azioni che l’utente compie oggi mediante l’utilizzo di un mouse, una tastiera o uno schermo touch, potrebbero sparire del tutto. Il VR trova oggi applicazioni nel Desktop, negli smartphone e nelle console di gioco, dando all’utente la possibilità di utilizzare Windows, navigare in rete, lanciare applicazioni tramite l’ausilio di un visore, ma in futuro l’interfaccia dovrà essere ripensata al fine di semplificarla e rendere l’esperienza più immersiva. Il VR è quindi destinato a cambiare per sempre la navigazione in rete e i siti web potrebbero avere un aspetto completamente diverso da come li vediamo oggi: più immersivi e intuitivi.
Pensiamo che l’avanzamento tecnologico e il conseguente miglioramento delle infrastrutture ci consentirà di navigare in rete a velocità mai viste prima, dando vita a nuove frontiere. L’utente potrà infatti muoversi in rete in modo più naturale, definendo caratteristiche dell’user persona sempre più specifiche. Si creerà, organicamente, una diversificazione molto ampia tra gli utenti e avremo probabilmente bisogno di algoritmi sempre più complessi per studiare l’utente e conoscere le sue esigenze. Tutto questo è entusiasmante ma al contempo credo siano necessari dei miglioramenti nella sicurezza online, come il furto d’identità e dei dati, e nella tutela della privacy. Quindi non ci resta che sperare in un mondo più connesso ma anche più sicuro.