La Digital Health, se accessibile e inclusiva, è il motore della sanità del futuro

Il termine Digital Health può essere tradotto in italiano come “salute digitale” o “sanità digitale”, ma è un termine che include diverse tecnologie informative e comunicative, utilizzate nella prevenzione delle patologie e per curare e gestire sia pazienti cronici che acuti raccogliendo e condividendo informazioni sul loro stato psico-fisico.

 

La Digital Health ha un ruolo chiave nel futuro della Sanità italiana per migliorare la salute e il benessere umano, poiché:

  1. rende l’accesso alle cure più semplice e inclusivo, consentendo al paziente di scegliere un percorso clinico più consono alle proprie necessità, a dispetto delle limitazioni geografiche (fattore quest’ultimo particolarmente importante per le persone residenti in città e paesi che, a causa della mancata disponibilità di personale medico specializzato, o della distanza dai centri di prevenzione e cura, sono particolarmente vulnerabili e svantaggiati);
  2. offre maggiori opportunità di monitoraggio del paziente, migliorandone le capacità di autogestione e coinvolgendolo attivamente, fattori che hanno un beneficio in termini economici e di salute;
  3. abilita un potenziamento della qualità, della sicurezza e dell’accesso a molte tipologie di cure, favorendo il coinvolgimento del caregiver e la comunicazione con i medici e gli operatori sanitari;
  4. contribuisce non solo alla gestione delle malattie croniche e acute, ma anche alla prevenzione, screening e alla promozione del benessere, sia fisico che mentale.

 

Gli strumenti di Digital Health possono quindi essere applicati alle fasi di diagnosi, alla raccolta dei dati per la ricerca, al miglioramento dello stile di vita e della comunicazione con i medici e gli operatori, proprio perché includono e beneficiano di potenti strumenti quali big data, intelligenza artificiale (AI), machine learning, telemedicina e tecnologia indossabile.

 

Per rendere la tecnologia davvero efficace e inclusiva, soprattutto nella gestione della cronicità, però è fondamentale renderla accessibile. L’utilizzo da parte dei pazienti, dei caregiver e degli operatori sanitari è lo snodo chiave. Per quanto innovativa e entusiasmante, una tecnologia è assolutamente inefficace se non utilizzata.

Tecnologie ostiche, con esperienze di accesso o navigazione complesse per l’utenza, rendono i pazienti poco coinvolti.  Pazienti poco coinvolti nel processo di cura perdono fiducia nell’operatore, possono incorrere in ricadute e aggravamenti, con ripercussioni evidenti sulla spesa sanitaria e delle famiglie che li assistono.

 

La tecnologia può essere centrale nel supporto della cronicità, solo se siamo in grado di modellare le soluzioni di Digital Health intorno alle esigenze delle persone (pazienti, caregiver e operatori sanitari). Per fare in modo che la tecnologia sia un elemento differenziante a supporto di un qualunque provider (dal grande ospedale alla farmacia rurale) del Servizio Sanitario nazionale, è fondamentale che le soluzioni possano:

  • gestire più PDTA simultaneamente,
  • consentire un’efficace presa in carico del paziente,
  • abilitare servizi di gestione domiciliare,
  • aiutare a formare gli utenti all’utilizzo quotidiano delle tecnologie.

PuntoFarma e Teleconsulto nascono proprio con questi obiettivi: le funzioni di registrazione e presa in carico da parte degli operatori, insieme alle funzionalità che abilitano l’accesso ai servizi e al portale dei pazienti per monitorarne i parametri biometrici e organizzare le informazioni su patologia e terapia, sono gli strumenti ideali per migliorare il coinvolgimento del paziente e garantire il cosiddetto “care continuum” quando un paziente lascia la struttura sanitaria e torna a casa.

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