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THINK2018-09-20T10:15:50+00:00

Think: un “digital tabloid” sull’innovazione

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Siamo in un’era nuova, in cui il business deve muoversi velocemente, dove le intuizioni che nascono all’interno delle aziende devono avere le potenzialità e l’ambiente adatto per poter essere sviluppate e dove i margini di errore devono essere inesistenti. Questo scenario presenta grandi difficoltà per gli imprenditori, per i manager, per le azioni del marketing: bisogna osare, senza sbagliare; bisogna pensare “fuori dagli schemi”, ma al tempo stesso garantire risultati e crescita.
Due sono le armi, a disposizione, per districare una matassa apparentemente (concretamente) ingarbugliata: la tecnologia e l’informazione. La tecnologia si evolve con una rapidità incredibile e si avvale dell’analisi di miliardi di dati che solo fino a pochi anni fa erano impossibili anche solo da immaginare, sulla potenza di calcolo, sulla capacità di interpretarli, confrontarli per prevedere dei trend futuri; quello che Gerard Zaltman ha definito “La mente del mercato” nel suo famoso libro Come pensano i consumatori. Quello che il cliente non dice e la concorrenza non sa. La tecnologia è la chiave, spesso nascosta nei laboratori di ricerca o negli ambiti accademici, troppo spesso discussa solo tra gli “addetti ai lavori”, oppure usata come specchietto per le allodole per illudere le aziende ad attrezzarsi di “innovazione” per sanare un senso di inadeguatezza, ma senza fornire le relative istruzioni e poterne trarre un vero valore. La tecnologia apre le principali porte, è il vero potere, ma come diceva una famosa pubblicità (Pirelli, 1994 – Young & Rubicam London.):“ Non ci può essere potenza senza controllo ”Il potere della tecnologia è quindi il controllo, e il controllo è sapere. Per questo, la seconda “arma” per il successo è l’informazione, un bene incredibilmente carente, proprio nell’era dell’Informazione. Il bombardamento, l’eccesso di contenuto, l’infinita disponibilità di fonti (spesso non verificabili) pongono il limite della mancanza di punti di riferimento, di un orientamento che possa dare sicurezze, impone molto più tempo per aggregare – amiamo dire “unire i puntini” – migliaia o addirittura milioni di tasselli dispersi tra server, siti, motori di ricerca e pubblicazioni cartacee che possono comporre quel quadro necessario a supportare, a dare risposte nuove a domande che spesso sono antiche quanto il mondo.Think nasce per dare una risposta alla carenza di informazione in ambito tecnologico, e parla alle aziende: ai manager, ai reparti marketing, agli imprenditori che vogliono vedere chiaramente l’orizzonte. Lo ha fortemente voluto Qwince, un’azienda che vive di innovazione tecnologica da sempre, che, negli anni, ha dimostrato ai propri clienti di essere un partner capace di utilizzare le tecnologie per generare informazioni di valore per comprendere e misurare i fenomeni, aiutando i manager a prendere decisioni basate sui fatti. E proprio perché solo una corretta informazione può essere la chiave per trasformare il potenziale in risultato concreto, il contenuto di Think è di fatto vera informazione, calibrata per essere sincera, profonda ma al tempo stesso concretamente utile: un linguaggio semplice, ma approfondito, in grado di mostrare come sfruttare l’innovazione senza cadere nelle formule ad effetto. E’ scritto a “quattro mani” (ben di più di quattro, a dire la verità), per unire le competenze di giornalisti specializzatinel parlare di tecnologia e cultura digitale, e dei responsabili operativi dell’azienda che di queste innovazioni hanno fatto il loro motivo di vita e di specializzazione professionale, e quindi ogni giorno lavorano in questo campo per aiutare le aziende, concretamente e realmente. Un’unione tra linguaggio e conoscenza che raramente si miscelano.Ci aspettiamo, lo speriamo davvero, che questo dialogo – disponibile sia in versione cartacea, in formato tabloid, sia in formato digitale sulla piattaforma Medium – uno dei più moderni spazi di condivisione della conoscenza disponibile sul web – possa essere un ponte, una scala, un passaporto per far crescere la consapevolezza dei percorsi che si possono seguire, degli strumenti che si possono adottare, per spianare una strada verso il futuro. Un dialogo che inizia con la buona e concreta informazione, e che ovviamente ci auguriamo che possa proseguire direttamente, per capire insieme come applicare questa innovazione dentro la vostra azienda.Il primo numero di Think è tutto dedicato alle tecnologie per l’analisi comportamentale degli utenti (e quindi dei vostri clienti)… volete sapere quello che davvero vedono, sentono, pensano e – specialmente – comprano e compreranno in futuro? Buona lettura…

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Comportamento e tecnologie

Tra le sensazioni più piacevoli c’è il recarsi al mattino al bar di fiducia, sapendo di essere accolti con un sorriso, un saluto, e serviti pressoché immediatamente con la propria colazione preferita. Che sia espresso e cornetto, o qualunque variazione sul tema, ci si sente a casa nel momento in cui il barista ci accoglie – quasi, ci vizia – presentandoci ciò che vogliamo, ma che, causa levataccia, probabilmente non riusciamo ancora ad articolare verbalmente.

Voglio aprire questo intervento raccontandovi come è iniziato il progetto che ci ha portato ad accostarci all’analisi del comportamento del cliente.
Alcuni anni fa, sono stato inviato da UKTI a un evento a Londra che, ogni anno, raccoglie le innovazioni più estreme “Made in UK”.

Orientare l'acquisto

Uno degli elementi più incredibili delle “innovazioni” è che – come per magia – appaiono davanti ai nostri occhi quando ci servono, quando ne sentiamo l’esigenza, ma poi scopriamo che già esistevano – magari in forme meno sofisticate – da sempre. Le scienze relative all’analisi dei comportamenti della mente umana, così dibattuta in questi ultimi anni, già nel 200 a.C. trovava delle intuizioni nel Nātyaśāstra, antico testo dedicato alle arti e allo spettacolo che ci regala questa bellissima interpretazione